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Illuminazione pubblica: taglio agli sprechi

Oggi abbiamo protocollato una istanza al Comune con la quale chiediamo che sia fatta chiarezza in merito ad alcune anomalie che abbiamo riscontrato nelle spese sostenute per la pubblica illuminazione. 

Ci auguriamo che si intervenga al più presto, visto che spendiamo ogni anno per questo servizio circa 360.000 Euro. Considerando che il nostro comune si trova in una situazione di grave disseto finanziario, individuare e tagliare tutti gli eventuali “sprechi” risulta di fondamentale importanza. Dalle nostre analisi è emerso che vi sono alcune zone di San Felice in cui il consumo elettrico per l’illuminazione pubblica risulta essere inspiegabilmente elevato, al contempo è emerso che per altre zone dove si registra un consumo elettrico contenuto abbiamo da contratto una potenza impegnata molto più alta di quanto necessario, questo si traduce nel fatto che ci ritroviamo a pagare dei costi fissi superiori senza che ve ne sia necessità. 

Invitiamo pertanto la Triade Commissariale e i Dirigenti Responsabili del settore a verificare quanto esposto e ad intervenire quanto prima per sanare queste anomalie.

Qui in allegato potete visualizzare la nostra istanza.

Giudice di Pace: la risposta dei Commissari

L’Associazione politica  “SAN FELICE A CANCELLO IN MOVIMENTO” con una nota protocollata in data 12 aprile 2018 ha voluto richiamare l’attenzione della Triade Commissariale sul problema relativo al mantenimento dell’Ufficio del Giudice di Pace di Arienzo. Il problema è derivato dall’improvviso venir meno del Comune di San Felice a Cancello all’impegno sottoscritto nella Convenzione quinquennale stipulata nel Giugno 2017 con il Comune di Arienzo e di Santa Maria a Vico.

La nostra disapprovazione circa la scelta adottata scaturisce dalla necessità di mantenere l’Ufficio giudiziario sul nostro territorio e dal fatto che, ancora una volta, si paventava l’ipotesi della perdita di un altro servizio pubblico rivolto ai cittadini di San Felice a Cancello e ai Comuni limitrofi con conseguenti ed inevitabili perdite economiche e disagi, come era già successo in altri casi ( es. ospedale) a causa della cattiva gestione della cosa pubblica.

Il nostro rammarico derivava anche dalla “pessima figura” fatta nei confronti delle altre Amministrazioni Comunali che hanno aderito alla Convenzione: il nostro Comune aveva assunto un impegno e il valore della parola data avrebbe dovuto avere un peso, soprattutto se messa nero su bianco in un accordo scritto. La convenzione firmata, con Delibera N. 18 della Commissione Straordinaria Prot. N.5125 del 13.07.2017, andava onorata, per responsabilità e rispetto nei confronti degli altri Comuni e dei cittadini di San Felice a Cancello.

La risposta da parte dei Commissari pervenuta alla nostra associazione in merito a questa questione purtroppo è stata decisamente riduttiva e superficiale.

La motivazione fornita dalla Triade è scontata: “carenza di organico”, eppure il numero dei nostri dipendenti comunali presenti in pianta organica non ci sembra affatto così esiguo. Inoltre, nella loro nota si legge: ” Si evidenzia che nella dotazione organica di questo Ente non sono reperibili altre figure professionali di categoria D idonee e consenzienti a svolgere le funzioni richieste”; in altre parole nessuno tra coloro che potrebbe farlo, ha avuto voglia di svolgere il proprio lavoro di cancelliere nell’Ufficio del Giudice di Pace!

Prendiamo atto, dunque, che, ancora una volta, noi cittadini siamo costretti a subire l’arroganza e la svogliatezza di coloro che dovrebbero svolgere le loro funzioni con senso del dovere e di rispetto per il posto di lavoro che hanno la fortuna di occupare.

Vogliamo sottolineare anche la superficialità con cui si è risposto al nostro sollecito da parte di coloro che, in questo delicato frangente temporale, sono stati chiamati alla guida del nostro Comune: si può facilmente verificare dal documento in allegato che la risposta scritta che ci è stata inviata dai Commissari (o da chi per loro) è la stessa inviata in riscontro alla nota dell’Ordine degli Avvocati di S. Maria C.V.; essa riporta infatti la stessa intestazione e ha addirittura una data precedente rispetto a quella della nostra istanza protocolla; insomma, non hanno avuto neanche l’accortezza di ricopiarla cambiando l’indirizzo del destinatario!

Sin dall’insediamento dei Commissari ci siamo posti nei loro confronti sempre con spirito di collaborazione e con positività; dopo anni di scontri con una Amministrazione ostile e refrattaria pensavamo finalmente di poter dare concretamente una mano alla ripresa del nostro paese confidando in un dialogo aperto e rispettoso.

Purtroppo, dopo un inizio promettente, si è finiti con l’andare in una direzione completamente opposta rispetto a quella auspicata.

In conclusione siamo lieti che l’Ufficio del Giudice di Pace di Arienzo resterà sul nostro territorio, ma non di certo grazie al nostro Comune e alla nostra Amministrazione e questo purtroppo rappresenta l’ennesimo schiaffo inferto alla nostra comunità.

Convenzione mantenimento Giudice di Pace di Arienzo

Il Comune di San Felice a Cancello ha arbitrariamente deciso di venire meno all’impegno sottoscritto nella Convenzione quinquennale stipulata nel giugno 2017 con i Comuni di Arienzo e di S. Maria a Vico, ritirando le due unità lavorative che aveva messo a disposizione così come era stato previsto dalla su citata convenzione.

Noi non condividiamo in alcun modo la scelta operata da parte dei Commissari e per questo motivo abbiamo sollecitato la Terna Prefettizia a rivedere immediatamente tale decisione, sottolineando che l’ipotesi di una soppressione dell’Ufficio del Giudice di Pace, oltre a comportare una perdita economica per l’indotto che ruota intorno ad un ufficio giudiziario, causerebbe anche gravi disagi sia all’utenza sia agli operatori della giustizia.

Ci auguriamo che i Commissari possano trovare quanto prima una soluzione in accordo con i Comuni di Arienzo e di Santa Maria a Vico affinché l’Ufficio del Giudice di pace possa riprendere in pieno la propria funzionalità.

In allegato la nostra istanza protocollata al comune.

WIFI4EU

Oggi abbiamo protocollato un invito rivolto ai Commissari affinché anche il nostro Comune partecipi al programma WiFi4EU.

Questo programma offre ai Comuni dei buoni per un valore di 15.000 € per installare dei punti di accesso WiFi in spazi pubblici tra cui biblioteche, musei, parchi e piazze.

Per poter partecipare basta che il Comune si registri al portale www.WiFi4EU.eu e segua le indicazioni ivi fornite.

Ci auguriamo che i Commissari e i funzionari addetti si attivino quanto prima poiché, per un Comune come il nostro che si trova in grave dissesto finanziario, è fondamentale cogliere qualsiasi opportunità di finanziamento esterno che consenta di realizzare interventi che favoriscono lo sviluppo sia economico che sociale della nostra Comunità. 

In allegato la nostra Richiesta protocollata

Reddito di Cittadinanza Comunale

A causa della grave crisi economica che tutt’ora persiste, più di 4,7 milioni di italiani vivono in condizioni di povertà assoluta. L’unico strumento di contrasto a questo fenomeno è il cosiddetto Reddito di Inclusione che, tuttavia, mette a disposizione risorse sufficienti solo per 1,8 milioni di persone, ciò significa che il restante 2,9 milioni di persone sono escluse da qualsiasi forma di assistenza.

Alla luce di tutto ciò abbiamo deciso di fare nostra la proposta avanzata da molti attivisti e portavoce del Movimento 5 Stelle per introdurre anche nel nostro comune il Reddito di Cittadinanza. Pertanto abbiamo inviato alla Commissione Straordinaria un documento con il quale illustriamo il principio sul quale si basa questa proposta e l’invito ad adottarla.

Il Reddito di Cittadinanza Comunale, in poche parole, prevede che quella quota del 5 per mille versato dai cittadini contribuenti e destinata alle Politiche Sociali del Comune venga utilizzato per costituire un fondo mediante il quale garantire a quelle famiglie più bisognose un reddito minimo che consenta loro di far fronte almeno alle esigenze primarie.

La cosa fondamentale che va sottolineata è che questa soluzione è completamente a costo zero sia per le casse comunali sia per i cittadini contribuenti; infatti il Comune utilizzerà esclusivamente i fondi provenienti dalle donazioni del 5 per mille, mentre i contribuenti, firmando l’apposito modulo durante la dichiarazione dei redditi, faranno in modo che, una parte dei contributi che essi verseranno, invece di disperdersi nel mare dell’amministrazione centrale,  rimarrà sul nostro territorio per aiutare i cittadini sanfeliciani più bisognosi.

Se gli amministratori accetteranno la nostra proposta, con una corretta informazione e con la collaborazione dei CAF e dei commercialisti locali che inviteranno i contribuenti a firmare per destinare il 5 x mille al Comune, si potrà costituire un fondo sufficientemente cospicuo da poter garantire il Reddito di Cittadinanza ad un numero significativo di persone bisognose.

Ovviamente l’invito sarà rivolto soprattutto a coloro che non hanno l’abitudine di firmare per scegliere a chi destinare il 5 x mille e non a coloro che già destinano questa aliquota ad organizzazioni di ricerca o no profit.

A questo link l’istanza che abbiamo presentato